Condividi questo articolo

È proprio vero che la stampa 3D è già il “quotidiano” per la produzione nel moderno settore automotive? Qualsiasi particolare sarà realizzato con la produzione additiva? Quindi il valore delle automobili scenderà? Calma…esaminiamo i punti uno alla volta e traiamo le nostre conclusioni.

Con il termine stampa 3D vengono genericamente definite tutte le tecnologie di prototipazione e produzione additive presenti ad oggi sul mercato. Alcune di queste utilizzano materiale allo stato liquido, altre in polvere altre ancora materiale allo stato solido: ciò che le accomuna è il ricorso al calore per mutare lo stato del materiale e renderlo modellabile secondo le linee costruttive matematiche del file 3d sorgente. Il colpo di fulmine tra il mondo automotive e quello della prototipazione rapida additiva è scattato circa 30 anni fa con la comparsa della stereolitografia (SLA), utilissima per realizzare modelli concettuali ed estetici di componenti non strutturali ed impiegata ancora oggi, per nostra esperienza diretta, per realizzare campioni di fanali di autovetture o motocicli ottenendo un alto grado di trasparenza ed una ottima resa nelle prove in galleria del vento sia la tenuta sia per il grado di illuminazione. Anche se non si tratta di materiale definitivo è comunque un modo rapido e valido per ottenere riscontri in fase di progettazione al computer. Allo stesso modo la sinterizzazione laser selettiva (SLS) è un valido supporto per costruire componenti anche strutturali che resteranno però prototipi (anche in questo caso non parliamo di materiale definitivo ma di polvere di PA con varie cariche additive) e quindi non saranno mai montati su un’autovettura da mettere su strada. La nostra esperienza con alcune case automobilistiche e con aziende ad esse collegate ci danno conferma ogni giorno dell’importanza del passaggio dal file CAD al prototipo in plastica al pezzo definitivo realizzato ancora con tecnologie tradizionali di stampaggio in serie ad iniezione. Con successo abbiamo sperimentato anche la produzione di repliche da stampo in silicone per realizzare una serie numericamente limitata di componenti, montati sulla vera automobile e messi in strada.

prototipo faro auto

Altra verità è l’utilizzo in ampia diffusione di tecnologie di stampa 3D additiva per realizzare i componenti definitivi che andranno poi montati sulle auto vere, o quasi. I laboratori R&D delle case automobilistiche sono impegnati da tempo ormai nello studio delle nuove soluzioni proposte dalla tecnologia Direct Metal Laser Sintering (DMLS) e dalla tecnologia FDM per coniugare alte performances strutturali e contenimento di costi fissi di produzione rivoluzionando un po’ la visione tradizionalista della “serie”. Il quasi è riferito in gran parte al fatto che per il momento i test e le prove su strada si concentrano su prototipi , su vetture di nuova concezione come ad esempio l’autobus solareOlli” i cui componenti, secondo il progetto originale, saranno interamente realizzati in stampa 3D per permettere una estrema personalizzazione delle forme in base alla richiesta della committenza. La tecnologia che più intriga il mondo automotive, ma l’aerospaziale, è il Direct Metal Laser Sintering, una fusione di polveri di metallo per ottenere pezzi in materiale definitivo in modo più veloce, con un minore utilizzo di materiale e quindi con minor peso sulla carrozzeria completa e con costi minori riferiti solo alla specifica esigenza di produzione, senza costi fissi o giacenze da gestire. Studi sulla struttura dei campioni dimostrano la completa sostituibilità rispetto ai pezzi realizzati con tecnologie tradizionali anche se questo passaggio richiede un ripensamento sui particolari stessi e quindi un notevole lavoro di progettazione CAD per adeguare le vecchie matematiche alla nuova tecnologia, potendo però contare su una nuova flessibilità di forma e design prima irraggiungibile con le tradizionali tecnologie di fusione o di lavorazione meccanica.

Rispondiamo quindi all’ultima domanda: il costo delle automobili si abbasserà? Non per il momento, purtroppo! Queste innovazioni riguardano oggi solo lo scheletro  e alcuni dettagli esterni della vettura, non sono ancora parte integrante del motore, degli organi di trasmissione o dell’elettronica, pertanto è lecito pensare che in futuro l’impatto sul risparmio sarà comunque piuttosto limitato.

Vuoi conoscere più da vicino queste tecnologie per dare una svolta al tuo progetto?

Contattaci!

Condividi questo articolo

Pin It on Pinterest

Share This