Obiettivo del cliente: Sviluppare un analizzatore completamente automatico, compatto ed intuitivo, destinato a laboratori di piccole e medie dimensioni. L'elettronica ed il software erano già definiti, mentre mancava la progettazione della scocca e dell'organizzazione funzionale. L'obiettivo era realizzare un prodotto ergonomico, facile da usare e mantenere, attraverso un approccio strutturato di design.
Soluzione proposta da Coesum: L'Arch. Giovanni Annese ha guidato il progetto, con focus sul concetto di affordance per rendere immediata l'interazione uomo-macchina. Gli elementi principali - monitor touch regolabile, card reader e stampante - sono stati organizzati per garantire accessibilità e chiarezza operativa. Il design è stato sviluppato fin da subito in ottica industriale, compatibile con lo stampaggio ad iniezione.
Risultati: Il progetto ha portato allo sviluppo di un analizzatore compatto, ergonomico e altamente funzionale. La prima maquette estetica e funzionale è stata realizzata nei tempi previsti e presentata con successo ad una fiera internazionale. Ciò ha contribuito al rapido posizionamento sul mercato, a conferma dell'efficacia del lavoro di design svolto.
Descrizione del portfolio
La progettazione di strumenti da laboratorio richiede un equilibrio preciso tra tecnologia, usabilità e producibilità. In questo progetto, il punto di partenza era rappresentato da una piattaforma già definita a livello elettronico e software, sulla quale costruire un’interfaccia fisica coerente, intuitiva e industrializzabile.
Ergonomia, funzionalità e industrializzazione
Uno degli aspetti centrali è stato lo studio dell’affordance, ovvero la capacità del prodotto di suggerire in modo naturale le azioni all’utente. In un contesto di laboratorio, dove velocità e precisione operativa sono fondamentali, ogni elemento deve essere immediatamente riconoscibile e accessibile. Per questo motivo, il monitor touch è stato progettato come elemento centrale e dinamico: reclinabile e regolabile tramite snodo, consente all’operatore di adattare la posizione in funzione delle diverse condizioni di utilizzo.
La disposizione dei componenti — stampante, card reader e interfacce — è stata studiata per ridurre al minimo i movimenti inutili, migliorando l’efficienza operativa quotidiana. Parallelamente, grande attenzione è stata dedicata alla manutenibilità del prodotto: tutte le superfici sono state progettate con raccordi continui, eliminando spigoli vivi e facilitando le operazioni di pulizia, un requisito fondamentale in ambito medicale e diagnostico.
Dal punto di vista progettuale, uno dei vincoli più significativi era rappresentato dalla presenza di una lampada posizionata dietro la stampante. Questo elemento ha richiesto un’attenta revisione degli spazi interni, portando alla creazione di vani di accesso dedicati e facilmente raggiungibili. In alcuni casi, sono stati adottati sistemi di assemblaggio con magneti al posto della viteria, riducendo i tempi di manutenzione e migliorando l’esperienza d’uso.
Anche il linguaggio formale ha avuto un ruolo strategico. La scelta di un coperchio centrale nero opaco, in contrasto con il corpo principale in tonalità neutre, ha permesso di definire un’identità visiva chiara e riconoscibile, rompendo l’asetticità tipica degli strumenti da laboratorio senza compromettere la percezione di affidabilità.
Dal punto di vista industriale, il progetto è stato sviluppato fin dalle prime fasi considerando la produzione in serie tramite stampaggio a iniezione. Questo ha guidato le scelte su spessori, raccordi, divisione delle parti e sistemi di assemblaggio, garantendo una transizione fluida dalla fase di design alla produzione.
La validazione finale è avvenuta attraverso la realizzazione di un prototipo funzionante: pannelli laterali in lamiera, come nella versione definitiva, e componenti plastici ottenuti tramite stereolitografia e successivamente verniciati. Questo ha consentito di verificare assemblaggi, ergonomia e percezione estetica del prodotto prima dell’industrializzazione.
In sintesi, questo progetto dimostra come un approccio strutturato al design strumento da laboratorio permetta di trasformare una piattaforma tecnica in un prodotto completo, capace di integrare funzionalità, ergonomia e qualità percepita, riducendo i rischi nelle fasi successive e accelerando il time-to-market.

