Il futuro dei robot è già arrivato

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Lo scorso fine settimana Roma è stata protagonista della decima edizione della RomeCup, l’esposizione nazionale della robotica con gare, laboratori, un’area dimostrativa, conferenze e talk sull’argomento. Questi i numeri della manifestazione: 156 squadre, 200 prototipi, 58 scuole italiane coinvolte provenienti da 17 diverse regioni per aggiudicarsi l’accesso ai mondiali di robotica, RoboCup. Organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con il Miur, Città educativa di Roma e Università della Sapienza di Roma, durante i primi due giorni l’evento è stato ospitato dall’Istituto di istruzione superiore Croce-Aleramo mentre le premiazioni hanno avuto l’importante palcoscenico del Campidoglio.

romecup 2016

L’attenzione che la mostra ha suscitato è sintomo dell’importanza che riveste la robotica nell’industria moderna e introduce a previsioni d’impatto: l’International Federation of Robotics stima che entro il 2018 i robot arriveranno a quota 1,3 milioni ed entreranno in tutte le fabbriche del mondo, generando un volume di affari di circa 32 miliardi di dollari, insomma non proprio bruscolini. Il ventaglio di settori interessati è vasto e spazia dall’agricoltura ai servizi medici ed assistenziali, dalla conservazione dei beni culturali all’industria manifatturiera e la fabbrica intelligente 4.0; interessante anche il dato relativo al numero di start up che investe nella robotica di servizio: il 15% di esse.

Con riferimento alla domotica e alle innovazioni che i robot possono introdurre in questo specifico settore ecco il progetto di un gruppo di studenti del Liceo Democrito di Roma che hanno brevettato un sistema di sensori da installare in casa che permettono di rilevare fughe di gas, perdite di acqua o malfunzionamenti. La connessione immediata con l’app che gestisce l’impianto allerta i padroni di casa su dispositivi mobili in modo che possano intervenire tempestivamente evitando danni peggiori.

L’agricoltura beneficia del progetto di ricerca del Centro di Micro Robotica dell’Istituto Nazionale di Tecnologia, il suo nome è Plantoid ed è una macchina ispirata nelle forme al tronco di un albero con sensori simili a radici che sondano il terreno per individuarne ad esempio agenti inquinanti oppure determinare in base alla sua composizione il tipo di coltura più adatta. Coordinatrice del progetto è la Dott.ssa Barbara Mazzolai che ha gestito le ricerche congiunte provenienti anche della Scuola Politecnica di Losanna e dall’Istituto di Bioingegneria della Catalogna, insomma un robot di respiro europeo.

plantoid project

L’Italia si sa ha un enorme patrimonio storico e culturale visibile ad occhio umano nei musei o per le vie delle città, ma conserva tanta storia anche al di sotto del sottosuolo, in particolare nei suoi fondali marini che ospitano il 70% dei relitti. Il lavoro degli archeologi è ovviamente molto difficoltoso ed in loro aiuto è intervenuta l’Università Politecnica delle Marche con un sistema di monitoraggio ambientale corredato da documentazione in 3D di siti archeologici e aree protette. Il loro progetto Mar Lab consentirà anche la riproduzione rapida ed a costi contenuti dell’area marina scansionata grazie all’uso di stampanti 3D e sarà facilmente fruibile in ogni angolo del mondo. Una risorsa preziosa per creare magari mostre permanenti di meraviglie del mondo in ogni città d’Italia e diffondere la conoscenza nelle nuove generazioni.

Insomma le innovazioni e la ricerca non mancano e per fortuna sono sviluppate da studenti liceali e universitari quindi menti giovani e incontaminate che potrebbero generare importanti opportunità per il mondo manifatturiero italiano e dare concretezza alla spinta all’innovazione che troppo spesso non passa dalle parole ai fatti.

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